s
menu menu
 
Login  |   search:   
Errevi System focus on... rubrica mensile di approfondimento sui temi caldi del panorama ict

 

Errevi System inizia il 2011 inaugurando su errevi.com e su linkedin, una nuova rubrica di approfondimento che vi accompagnerà affrontando diversi temi di attualità dell'ICT.
Un resoconto degli ultimi trend e il punto di vista e i consigli dei nostri consulenti.

Tieniti aggiornato seguendoci anche su linkedin, unisciti ad Errevi System Group!   Join Errevi System Group on linkedin


 

errevi system focus on

Preview approfondimenti:

anno 1
numero 5

 

"Errevi System focus on: storage e Information Lifecycle Management, il cuore pulsante dell'ICT"

leggi
       
       

anno 1
numero 4

 

"Errevi System focus on: il ROI nella virtualizzazione dei desktop"

 
      leggi
       

anno 1
numero 3

 

 "Errevi System focus on: product lifecycle management come fattore strategico per il business"

 
      leggi
   

 

 

anno 1 
numero 2

 

"Errevi System Focus on: protezione dei dati negli ambienti virtuali"

 
      leggi
   

 

 

anno 1 
numero 1

 

"Errevi System Focus on: soluzioni di customer relationship management, il parere dei nostri consulenti"

 
      leggi
       

 

   

 

 

anno 1 / numero 5

Registrati e ricevi mensilmente la rubrica via mail

Join Errevi System Group on Linkedin

 

Focus on... Storage e Information Lifecycle Management, il cuore pulsante dell'ICT
 

Le architetture di storage sono spesso viste come un semplice contenitore, un silo delle informazioni che ogni azienda o organizzazione ha la necessità di recuperare, elaborare o archiviare nelle sue normali attività quotidiane.

In realtà, soprattutto in un periodo dove la crisi economica ha tagliato i budget di molte aziende, costringendo gli IT manager a utilizzare in modo sempre più efficace ed efficiente le risorse già disponibili, è bene comprendere che un sistema di storage, progettato e implementato correttamente, rappresenta allo stesso tempo cervello e sistema nervoso dell'impresa. Si tratta infatti del sistema che rende disponibili e fa fluire nel modo e tempo corretto le informazioni, le stesse informazioni che servono a chi prende decisioni di business.  

Una corretta politica di storage permette di aumentare le risorse, se non fisicamente, in modo virtuale, amministrandole in modo più oculato, comprimendo i dati dove possibile, e spostando le informazioni tra risorse di storage, anche remote, in base alle necessità di averle disponibili in tempi più o meno brevi e in base alle esigenze di aggiornamento nel tempo.

Si tratta di una politica di information lifecycle management che consente di gestire le informazioni, spostandole su dispositivi di storage più lenti e meno costosi, man mano che diventano meno aggiornate.

Questa strategia consente di ottenere il massimo valore dalle informazioni in qualunque momento del loro ciclo di vita, riducendo al contempo i costi di gestione derivanti da volumi di dati sempre crescenti.

Ora che le risorse finanziarie delle aziende sono ancora più preziose e che gran parte delle risorse di storage sono sottoutilizzate, occorre dotarsi degli strumenti più adeguati per gestire nel dettaglio i principali processi di business, salvaguardando i dati e consentendone un rapido recupero in caso di problemi o imprevisti.

Una architettura di storage correttamente progettata, affiancata da una strategia di ILM, è in grado di ottimizzare sia i dati che i flussi da e verso l'azienda, consentendo ai responsabili IT di recuperare informazioni in tempi brevi, e implementare corrette politiche di backup evoluto e disaster recovery, che memorizzano solo i dati che servono, risparmiando spazio disco e rendendo disponibile un intero ambiente operativo in pochi minuti.

Con l'aumentare dei dispositivi, fissi e mobili, crescono le applicazioni e la mole di dati che i sistemi del futuro dovranno gestire e aumentano anche le dimensioni dei singoli file.

La chiave di volta è quindi raggiungere la massima efficienza ed efficacia, ottimizzando le risorse esistenti e aggiungendone solo quando strettamente indispensabile, dove e quando è necessario.

Non parliamo quindi solo di hardware, software, servizi e soluzioni, ma del cuore pulsante dell'ICT come strumento per il business, che consente efficienza aziendale e un utilizzo ottimale delle risorse.

 

 

anno 1 / numero 4

Registrati e ricevi mensilmente la rubrica via mail

Join Errevi System Group on Linkedin

 

Focus on: il roi nella virtualizzazione dei desktop
 

Il desktop è una componente fondamentale dell'infrastruttura informativa aziendale, è il primo strumento di produttività individuale, di accesso alla rete e di interazione con le applicazioni che sostengono e generano il business.

Per lo staff IT la gestione delle postazioni di lavoro comporta numerose attività:

  • la necessità di blindare il desktop, lasciando però agli utenti un grado di libertà tale da consentirgli di svolgere il proprio lavoro;
  • la sicurezza fisica
  • l'installazione delle applicazioni
  • il licensing

A queste complessità si aggiunge la richiesta di servizi IT sempre più ricchi e complessi, accompagnati da richiesta di sicurezza delle informazioni e transazioni, ecosostenibilità, flessibiltà nell'allocazione delle risorse e velocità di reazione ai cambiamenti.
 

Negli ultimi anni si è affermata la virtualizzazione dei server all'interno dei datacenter come strumento di ottimizzazione nell'uso delle risorse e di riduzione del TCO: la virtualizzazione del desktop diventa quindi un'occasione per incrementare i vantaggi di questo tipo di approccio e per abilitare uno scenario di evoluzione innovativo.

Si tratta di un nuovo approccio che permette di sfruttare i vantaggi tipici delle soluzioni di centralizzazione senza privare gli utenti delle funzionalità desktop a cui sono abituati.
L'obiettivo di una soluzione di desktop virtualization è quello di dotare gli utenti di un ambiente desktop con tutte le funzionalità di produttività individuale, e che garantisca al tempo stesso il risparmio e l'efficienza di un'amministrazione centralizzata.
Il tutto senza imporre modifiche all'ambiente desktop in uso in termini di sistema operativo e applicativi di office automation.

I dati IDC mostrano che il 35% delle aziende sta pianificando di adottare soluzioni di virtualizzazione desktop e che nei prossimi tre anni il mercato dei Cloud Services crescerà in maniera decisa e continua, facendo passare le aziende a una fase cosiddetta di “virtualizzazione 3.0”.

Le aziende hanno iniziato a vedere nella virtualizzazione desktop un mezzo per ridurre i costi e accelerare la distribuzione di nuove applicazioni.

Microsoft ha recentemente divulgato uno studio sul costo totale di proprietà relativo all'uso della tecnologia di virtualizzazione delle applicazioni che rivela, per le aziende che hanno scelto la virtualizzazione delle applicazioni, un risparmio del 27% in manodopera, e un equivalente risparmio sui costi pari a 82 dollari per PC all'anno, relativamente alle attività di gestione del ciclo di vita delle applicazioni.

Anche una recente ricerca di Citrix conferma incoraggianti dati risparmio, affermando che secondo una ricerca svolta tra i partner del canale distributivo, i progetti di virtualizzazione dei dektop realizzati si ripagano in media in 12-18 mesi.

Un recente studio IDC dimostra che in media i clienti di VMware View riescono a ridurre le spese operative fino al 55% rispetto alle aziende che utilizzano desktop tradizionali.
In particolare, i clienti di VMware View sono riusciti a ottenere risparmi significativi nelle seguenti aree:

  • Costi dei servizi di assistenza in loco: 94%
  • Gestione delle immagini dei desktop: 85%
  • Amministrazione degli utenti: 68%
  • Installazione di SO e patch per le applicazioni: 65%
 

anno 1 / numero 3

Registrati e ricevi mensilmente la rubrica via mail

Join Errevi System Group on Linkedin

 

Focus on: Product Lifecycle management come fattore strategico di business

Nell'attuale contesto economico è diventato vitale per le imprese ottenere un vantaggio competitivo sui concorrenti.
La competitività si gioca sempre di più su fattori di tempo, innovazione, differenziazione, costi e qualità.
Il prodotto stesso è divenuto un sistema complesso, corredato di beni immateriali come i servizi offerti al cliente.

 

In questo scenario competitivo, la progettazione assume un'importanza strategica, i processi di sviluppo sono sempre più complessi, vengono spesso coinvolte, non solo funzioni differenti, ma anche aziende diverse distribuite geograficamente.

La conoscenza aziendale sullo sviluppo del prodotto è pertanto frammentata e complessa da gestire.

Le tecnologie informatiche, fortunatamente, sono in grado di fornire soluzioni concrete per ovviare a queste problematiche.

Le soluzioni di Product Lifecycle Management (PLM) consentono di gestire tutti i dati di prodotto in un flusso coerente ed integrato, privo di lacune e ridondanze.

Il PLM integra strumenti e tecnologie differenti per gestire il flusso di informazioni durante l'intero ciclo di vita del prodotto, consentendo così di connettere le conoscenze e fornire le informazioni giuste al momento giusto. Senza l'utilizzo di soluzioni informatiche, il PLM resterebbe pertanto un concetto astratto. 

Nell'IT troviamo due mercati paralleli:

  • le soluzioni a supporto della progettazione;

  • le soluzioni che abilitano la collaborazione all'interno dei processi di sviluppo;

Nel primo caso, il mercato è dominato dai ben noti sistemi di Computer Aided Design, mentre nel secondo caso ci troviamo di fronte ad un mercato più variegato.

Il seconto mercato, si è sviluppato inizialmente grazie a soluzioni di Product Data Management, che si sono poi evolute, coinvolgendo diverse funzioni aziendali, anche esterne. La collaborazione ha così raggiunto attori coinvolti nell'intero ciclo di vita del prodotto, arrivando a creare il concetto di PLM.

Le moderne soluzioni consentono di condividere in modo strutturato e monitorato interi progetti di sviluppo del prodotto, coinvolgendo risorse di: marketing, progettazione, produzione, distribuzione, assistenza, clienti e fornitori.

Questo approccio porta numerosi vantaggi alle imprese:

  • il  punto di vista aziendale si amplia;

  • il time to market si riduce, grazie alla riduzione dei tempi di sviluppo;

  • la qualità del lavoro aumenta, grazie alla limitazione degli errori;

  • la gestione della conoscenza consente di dare più spazio all'innovazione;

L'importanza strategica di queste soluzioni è dimostrata da numerosi casi industriali in Italia, le competenze nel mercato IT sono sempre più presenti e le innovazioni tecnologiche in continua evoluzione.

Alle aziende non rimane che volerci provare. 

 

 
   

anno 1 / numero 
 

Registrati e ricevi mensilmente la rubrica via mail

Join Errevi System Group on Linkedin

 

Focus on: protezione dei dati negli ambienti virtuali

"Nei prossimi 12 mesi è previsto un aumento del 350% nell'adozione del cloud, con il 58% delle aziende italiane che prevede di includere soluzioni cloud nelle strategie di backup e recovery nel corso del prossimo anno.

La virtualizzazione dei server è certamente la tecnologia abilitante al cloud più importante per livello di adozione, e nel 2011 si prevede un aumento globale del 50% nell’impiego di server virtuali in produzione.

Si tratta certamente di dati incoraggianti ma se ci si sofferma sul tema della sicurezza i toni cambiano drasticamente.  

La sesta edizione del 'Disaster Recovery Study' di Symantec commissionato ad Applied Research e rilasciato a fine anno, rivela che solo il 20 per cento dei manager IT usano le tecniche di replica e fail over per proteggere dati mission critical negli ambienti virtuali.

Nonostante la problematica della sicurezza sia considerata cruciale per il 66% degli intervistati che collocano applicazioni nella nuvola, solo il 44% dei dati presenti sui sistemi virtualizzati delle aziende intervistate viene sottoposto a backup. E quando avviene, nell’82% dei casi viene eseguito solo una volta a settimana, se non meno frequentemente.

Inoltre, il 60% dei server virtuali non è coperto da un piano di Disaster Recovery, un incremento significativo rispetto al 45% rilevato nello stesso studio condotto nel 2009.

Non sono più incoraggianti i dati emersi dalla 'Global Disaster Recovery Index' condotta da Ponemon Group per conto di Acronis, secondo cui gran parte dei manager IT (53%) non esegue il backup degli ambienti virtuali con la stessa frequenza di quelli fisici, mentre oltre la metà delle aziende (55%) afferma di non eseguire il backup, o di non sapere se il backup dei propri server virtuali viene effettuato con la stessa frequenza di quello dei server fisici.

La scarsa attenzione alla protezione degli ambienti virtuali, deriva dal fatto che la virtualizzazione è entrata nelle aziende come tecnologia per gli ambienti di test e sviluppo non mission critical, e solo di recente sono stati virtualizzati ambienti più critici e di produzione.

Le aziende sono sempre più coscienti di questa problematica, e stanno iniziando a correre ai  ripari. Tra le difficoltà più comuni affrontate c'è l'inadeguatezza dei tool tradizionali per ambienti fisici.

I diversi vendor si sono mossi per proporre soluzioni di nicchia dedicate ai soli ambienti virtuali, così come per integrare alle soluzioni classiche di enterprise backup, nuovi moduli e funzionalità dedicati agli ambienti virtuali.

Il mercato è ormai ricco di soluzioni mature,  alle aziende non resta che orientarsi con l'aiuto di un partner competente.

 

 

anno 1 / numero 1 
 

Registrati e ricevi mensilmente la rubrica via mail

Join Errevi System Group on Linkedin

Focus on: soluzioni di customer relationship management, il parere dei nostri consulenti   

 

"Sono ormai diversi anni che Errevi System è specializzata in soluzioni software di CRM, oggi la strategia customer centric è riconosciuta come fondamentale per il successo del business, e il nostro ruolo non è più quello di spiegarne l'importanza, ma bensì quello di spiegarne la necessità di applicazione a tutti i livelli aziendali." Spiega Stefano Bassoli, project manager CRM di Errevi System.

"Parlando di CRM infatti, il nocciolo della questione non è solamente tecnologico: alla base devono esserci una strategia e una cultura aziendale che pongano il cliente al centro delle attività e che considerano la vendita come un orientamento di tutta l'azienda." Commenta Giuliano Bertozzi sales manager business solutions di Errevi System.

Quante volte il gap tra un dipendente addetto alla vendita e uno addetto alla produzione o agli ordini ha minato il rapporto costruito in precedenza con il cliente?
Quante volte si sottovalutano attività routinarie senza comprenderne l'importanza dal punto di vista del cliente? 

Ma in che modo l'adozione di un software di CRM può favorire il successo del vostro business?

VISIONE ORIZZONTALE DEL PROCESSO DI VENDITA.
"Uno strumento di CRM efficace fornisce una visione orizzontale del processo di vendita e permette di individuare e sfruttare al massimo ogni opportunità scaturita da un contatto con l’esterno, permettendo così di applicare una corretta politica customer oriented." Spiega Bertozzi.
In quest’ottica diviene fondamentale la gestione dei processi di tutte le aree aziendali a contatto con il cliente.
"La soluzione di CRM di Errevi System, ad esempio, oltre ai comuni moduli Commerciali, Customer Service e Marketing, ha integrato un modulo per la consuntivazione delle attività tecniche o di consulenza svolte per i clienti: un esempio lampante della neccessità di collaborazione interna tra diverse aree aziendali per ottimizzare il processo di vendita e l'esperienza del cliente." afferma Bassoli. 

CONDIVISIONE E INTEGRAZIONE.
Ma non finisce qui, per rendere concreta la politica aziendale customer centric, uno strumento valido di CRM deve porre attenzione all'integrazione e all'aggiornamento dei dati, sono pertanto immancabili una versione mobile dello strumento, e la possibilità di integrazione con applicativi aziendali come ERP e gestionali.
"Si tende spesso a sottovalutare questa tematica in quanto concentrati sulle funzionalità - spiega Bassoli - ma l’integrazione è fondamentale per permettere un allineamento costante dei dati e ottenere un quadro unico e completo di tutte le informazioni, non scordiamoci infatti che perché tutti i livelli aziendali pongano il cliente al centro delle proprie attività, i dati che lo riguardano devono essere aggiornati e condivisi."

SCALABILITÀ E ADEGUAMENTO AI CAMBIAMENTI.
Un'altra chiave di successo del progetto di CRM è la presenza di un motore di workflow integrato nella soluzione. In un contesto di mercato così dinamico, è sicuramente un altro elemento non sottovalutabile.  "Perché un software di CRM garantisca il successo del vostro business - commenta Bertozzi - oltre a offrire le funzionalità per rispondere alle necessità attuali, deve garantire nel tempo un adeguamento rapido ai cambiamenti aziendali e ai nuovi bisogni. Un esempio di flusso personalizzabile può essere l’autorizzazione e la gestione delle trasferte estere della forza vendita. Questo processo, consentendo una analisi dei costi e una pipeline opportunità scaturite – trattative concluse, può rivelarsi strategico."    

   
   
   
   
   
   

 

foot
Update :: May 19, 2012